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Il libro: "Il sogno cattivo"
Tornato a casa, sono andato su un sito dove acquisto di solito dei libri. Ed eccolo nella homepage, ancora lui, che chiedeva di essere comprato. A quel punto ho ceduto. E ho fatto bene.
Francesca D'Ajola è un'attrice. Questo è il suo primo romanzo. Trama: Penelope Anselmi, la protagonista di questo romanzo all'inizio della storia è a Roma, nel 1978, ha diciassette anni ed è l'unica figlia di una famiglia borghese. Tre traumi, in lancinante sequenza squassano la sua vita e Penelope, per sopravvivere, deve autoescludersi dal mondo. Molti anni dopo, quando la sua esistenza sembra aprirsi grazie all'amore di Edoardo, Penelope torna al più misterioso tra gli eventi che hanno segnato la sua adolescenza, l'unico che sia ancora possibile affrontare: la scomparsa di Margherita, la sua amica del cuore, inghiottita dal gorgo della lotta armata dopo aver chiesto un aiuto che Penelope ha rifiutato di darle. E per Penelope inizia un lungo viaggio tra il passato e il presente, il bene e il male, la fedeltà e il tradimento.
La capacità dell'autrice di dipingere i personaggi è fenomenale. Il libro è costellato di frasi e periodi che fanno riflettere, in cui ci si ritrova facilmente, troppo facilmente. E' un libro che si può leggere tutto d'un fiato, non annoia mai, né cerca continuamente il colpo di scena per tenere attiva l'attenzione del lettore. Ora, alcune frasi prese dal libro. Gli architetti dovrebbero progettare una stanza del silenzio. Nelle case. O addirittura nei condomini. Una stanza insonorizzata, dove l'unico rumore possibile è quello del proprio respiro... e dei propri pensieri. Le cose più importanti sfuggono per colpa del rumore, sai? Il silenzio purifica e ci rende migliori E' vero, ma poi, quando il silenzio arriva, non richiesto, una pausa fra le parole, allora i pensieri ci aggrediscono e possono far male. Ci si deve dialogare, invece, dar loro spazio, perché se si nascondono, diventano dei demoni. Disse di sì. Perché un sì è sempre più semplice di un no. Succede questo, quando si dorme per la prima volta con un uomo. Sopraggiunge uno strano pudore. Due corpi distesi, inermi, nudi, sono ancora più intimi di quanto non lo fossero poco prima, attorcigliati e complici. E' come se il sonno marcasse una zona di confine. Ci si sente più vulnerabili e di conseguenza più pudichi. Si ha paura di "disturbare", consapevoli di occupare un territorio che ancora non possediamo. Un letto appartiene al suo proprietario e lui solo ha diritto di addormentarsi, e quando ciò accade l'ospite si sente solo. Non puoi fermare il tempo, ma puoi guadagnare o perdere spazio. Mi ha insegnato che il solo responsabile di una mossa sbagliata negli scacchi sei tu. Non puoi prendertela con nessun altro, se perdi la colpa è tua. E' una lezione che non ho mai dimenticato. La vita è fatta di circostanze e di scelte. Mentre non puoi controllare le circostanze, puoi determinare le scelte. - Domani faccio le penne all'arrabbiata. E' il piatto che me viene meglio, l'ingrediente principale nun manca mai... - La pancetta? - No, la rabbia. |
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Questo è il libro che ho letto in questi giorni. Come spesso mi capita quando vado in una libreria, è il libro che mi sceglie e non viceversa. In questo caso ha catturato la mia attenzione da subito, non riuscivo a guardare altrove. Sono salito al piano superiore della libreria e anche lì c'era lo stesso libro. Che mi chiamava.